
I bimbi che giocano per strada non erano mai stati una grande attrattiva per lei, ma oggi è diverso. Oggi ogni loro movimento le rende le cose più difficili. Credeva che con il tempo si sarebbe abituata, ma la verità è che non ci si abitua all'oblio. «Perché non mi fate giocare con voi?» disse al più piccolo di loro, ma non poteva sentirla.
Belleville negli ultimi anni è cambiata, nemmeno il suo lampione ha resistito al logorio del tempo. Quel lampione che la leggenda vuole l'abbia vista nascere in una notte di tanto tempo fa.
Ogni giorno, alla stessa ora torna ad attraversare quelle strade. Lei che in vita non immaginava altro che andar via da quel posto e la sua miseria, ora non può farne a meno. Viene a cercare i suoi ricordi di bimba quando, ancora povera si fermava sulla scala di ferro a guardare i passanti immaginandosi una vita migliore, una "vie en rose".
Leggera attraversa il cortile dietro la palla che rotola via. «La nostra vita è un viaggio / Nell'Inverno e nella Notte / Noi cerchiamo il nostro passaggio / Nel Cielo...» canticchiava sulla via e poi d'un tratto, «ma io sono qui! Beffata dalla vita fino in fondo anche nella morte».
La palla rotola sulla vita, rallenta vicino un piccolo avvallamento del cortile. Riprende a correre più veloce come sospinta da una mano invisibile, la sua. Il bimbo la rincorre, non riesce a catturarla e così la rallenta un po'. Gioca. Gioca come può.
La palla si ferma di colpo, sui piedi di Donna Malinconia. «La nostra vita è un viaggio», le dice «ed è ora di andare anche oggi» e con gentilezza le prende la mano.
Vola in alto la palla a conoscere per un po' il cielo poi ricade fra le braccia del bimbo. Ricomincia il gioco. Loro scompaiono sulla via.