26/04/04
La mattinata scorreva lentamente lungo le bancarelle di Saint-Ouen. Ero in cerca come ogni primo e terzo mercoled? del mese di qualche buon affare da portare a termine per conto di Ismaele. Non conosco bene il motivo per il quale mi manda solo il mercoled?. Dice sempre che ? il giorno migliore per trovare qualcosa di buono, ma non mi ha mai spiegato il motivo.Saint-Ouen ? qui da pi? di cent'anni. Ricordo bene la prima volta che ci son venuto, perdendomi tra le troppe bancarelle. A dire la verit? avevo la testa un po' offuscata dal fumo delle sigarette indiane sparse una bancarella s? e una no, unito a quello degli incensi. Non ricordo di aver mai fumato nulla di pi? strano in vita mia. La gente per? ? cordiale e ti lascia abbastanza libero di rovistare un po' ovunque e cos? con un po' di fortuna si riescono a trovare oggetti carini e qualche bel libro interessante.
La pioggia iniziava a tamburellare sulla tenda di Chez Louisette quando per ripararmi dall'acqua mi ci fermai sotto. All'altro capo della via riconobbi l'Artista pazzo che blaterava qualcosa contro un commerciante tenendo in mano un candeliere a forma di donna. Lo pioggia nel frattempo si era fatta pi? insistente, scrosciava cos? forte che non capii se voleva comprarlo o renderlo.
L'aria fresca iniziava a stuzzicarmi. Stretta la giacca mi avviai verso casa.
In fondo la pioggia mi ? sempre piaciuta.

Sul pavimento non ancora del tutto corroso dalla sua saliva inacidita, l'Artista pazzo riusciva ancora a intravedere il riflesso del prezioso e imbaroccato candeliere di bronzo con quattro bracci uncinati: partivano da un cesto tenuto ben saldo sulla testa di una donna che faceva da stelo. La cariatide era una bella contadinella pienotta ma slanciata. Ad un tratto si mosse, o almeno così parve all'Artista: lasciata la presa del cesto con la mano destra, si chinò sporgendo le generose curve e così messa lanciò un bacio al suo spettatore.
Non è che si debba scrivere per forza, però alcune volte ti viene di farlo e così cominci a mettere nero su bianco quello che ti passa per la testa e rileggendo ti sembra quasi che sia qualcosa di bello quello che ti è venuto fuori. Oggi piove, e se non fosse che è Natale, sarebbe una delle tante giornate di pioggia qui a Parigi che tanto mi piacciono quando cade fina fina, e tanto mi annoiano quando viene già tanta di quell'acqua che non riesci a veder nemmeno i passanti per strada: sempre che ce ne siano con quel tempo.

"Arthur! Che ci fai qui a quest'ora? Non dovresti essere ad importunare le tue amichette?"
L'Inventore di Storie sedeva sulla sua poltrona nella penombra della biblioteca, guardando le sue pendole appese ai muri tra una scaffalatura e l'altra, quando il giovane gli chiese consiglio.
La prima volta che incontrai Ismaele fu a Parigi. 