19/10
I lassativi fanno cagare...
Sono le 08:23 e sono già in libreria, fuori fa freddo e ho un braccio bucato. Sì avete capito bene ho un braccio bucato, per l'esattezza quello sinistro dove pompa per primo il cuore credo. Ho provato a chiedere quale preferisse a l'uomo in bianco mi ha risposto con un laconico "Uno vale l'altro, non si preoccupi". Eccomi qui all'età di 33 anni, che per qualcuno sono stati gli ultimi pare, a farmi bucare un braccio per cercare risposte che non so dare da me stesso. "Sto male? No? Sì? Sono solo stanco visto che qui di ferie non ne esistono e sono 10 mesi che non mi riposo per due giorni di fila? E' il mio fegato a farmi male e ad essere abbottato o è qualcos'altro?"
Non lo so. E cerco di non pensare che mio padre ha cominciato così, con una febbre bassa ma costante, stanchezza e via dicendo e se ne andato 3 mesi dopo di tumore al fegato.
"Mi raccomando, faccia controllare i suoi figli, queste malattie sono ereditarie" diceva in francese il primario del Pasteur a mia madre mentre mio padre stava agonizzando nel letto affianco.
Lassativi. Lassativi per l'anima e per il corpo, la paura ti assale e così tu non ci pensi vivi la tua vita come hai sempre fatto, mangi male, bevi peggio, tanto sei giovane sei immortale ma non è così, non sempre.
I lassativi alle volte aiutano, la paura è nostra amica come nei film sul Vietnam ti tiene sul chivalà, ti fa cagare quando non puoi cagare. E se tu non vuoi? Se vuoi infischiartene? Non c'è niente da fare prima o poi il conto arriva.
Quello che mi ha insegnato la morte di mio padre è che ognuno di noi prima o poi deve fare i conti con la propria finitezza, tutti dobbiamo morire e sembra ovvio ma non lo era per un ragazzo di 16 anni come me che vedeva suo padre morire in un letto a parigi lontano dal suo mondo e si sentiva responsabile e colpevole (perché succede sempre così). Siamo soli davanti alla Morte, noi e Lei da soli, un discorso a quattrocchi senza se e senza ma, ci prende e ci porta via. A volte lo fa velocemente come con mio padre, e allora non te ne accorgi tanto è devastante e lo capisci solo dopo anni, altre volte lentamente come tua nonna e così hai il tempo di abituartici di razionalizzare quasi di desiderarla perché non sopporti più la sofferenza della persona amata.
Io non so se hai fatto bene a reagire in quel modo, ognuno interiorizza il dolore in modo diverso, l'importante è che c'eri almeno a dargli l'ultimo saluto, tutto il resto è solitudine sono questioni che gli uomini sono chiamati a risolversi da soli.

Probabilmente non ho nulla di grave, ma se fosse mi piacerebbe non morire da solo.

Commenti

Frate Ermete wrote:

Caro Ferruccio, amico mio, se ti passa d'avanti un gatto nero, si gratta sicuramente i coglioni...e che è....un po di ottimismo per ka miseria...avvolte mi sembri "il celebroleso"... sempre giù, abbattuto, ooooooooooooooh...dai che la vita è bella!!!
22/10 10:50:45

donatella wrote:

Ciao Ferro,
ero solita, io e gli altri, a chiamarti così...che effetto mi ha fatto leggere i tuoi ricordi sulla morte di tuo padre, mi hai fatto fare un salto indietro nel tempo non indifferente perchè si, c'ero anche io in quei giorni, non come avrei voluto, ma come ho potuto con i miei soli 14 anni...chissà se ti ricordi di me...e Chiara come sta?
Abbracci
Donatella
01/11 14:43:35

Cristiana wrote:

Ti ho nominato!
Vai a vedere sul mio blog,lo so che non fai parte del gruppetto delle painters...ma il punto di vista di un uomo...Spero non ti dispiaccia.
07/11 22:44:54

benedetta wrote:

"Bebè, è morto il padre di Ferruccio". Mi disse così mio padre quando mi venne a svegliare. Sono passati 17 anni, come per Donatella. Avremmo tutti voluto esserci di più e diversamente, ma eravamo poco più che bambini, anche tu lo eri.
Questo post mi ha commosso.
Un bacio
P.S. Donatella, ma sei la Donatella che penso io?
15/11 11:23:55

il monaco wrote:

è proprio Tetella sì, ed è passata anche sul tuo blog mi ha scritto! :)
cmq sono vivo, i valori sono nella norma dovrei solo riposarmi un po'...
16/11 16:08:30

donatella wrote:

ciao benedetta,
ebbene si dopo ......anni è qui!ho letto il tuo blog:FAVOLOSO!nn ti smentisci mai!l'è dura la vita,eh?!ma purtroppo non possiamo essere tutti comandanti, no?!
buon proseguio
dona
20/11 17:37:30

atipica wrote:

Ciao Dona, nono, comandanti no, per carità, non c'ho mica la stoffa per comandare io!
beh, bella 'sta cosa che dopo tutti questi anni i si ritrova sui blog...;-))))
18/12 16:36:09

Isabella wrote:

Dopo aver passato certi incontri con la Morte, impari a sentire il fredddo della sua falce e a diventare cinico per forza e non poer volintà, nche se dentro ti batte ancora un cuore che redistribuisce a volte le emozioni provate...
Alla mia età di 36 anni comincio già a considerare la Triste Signora come gli anziani, sai quando si riuniscono ad una certa età tra le prime cose che si dicono c'è sempre un "ti ricordi Tizio è stato male ed pè morto..."etc, si scambiano queste informazioni, perchè in fondo a quell'età si è maturi abbastanza per conoscere i limiti della nostra finitezza. Nel mio cinismo quando mi viene detto che qualcuno è morto, chiedo solo se ha sofferto....solo questo....perchè la sofferenza distrugge anche la dignità...
Forse sono stata un pò troppo lugubre a volte me ne rendo conto...
Un abbraccio grande grande...
10/02 10:25:31

maurizio wrote:

leggendo le tue parole mi viene in mente una canzone di fabrizio de andrè in cui cantava "...cari fratelli dell'altra sponda,cantammo in coro giù sulla terra,amammo in cento l'identica donna,partimmo in mille per la stessa guerra...questo ricordo non vi consoli quando si muore si muore soli,questo ricordo non vi consoli quando si muore si muore soli."
28/01 12:24:05

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