14/11/03
Le ali

E' un attimo, ti stendi
Soffri un po' e poi
E poi spuntano le ali

Chissà se poi fa così male?
Due, tre tequila e via
Il deserto ti chiama.

Un teepee copre la Luna
E quando esci il Sole
Che ti saluta, e tu stai lì

Un po' intorpidito
E' un mix:
Sangue & inchiostro

Indelebili le tue ali ti seguono
Te le porti ovunque,
Ti portano ovunque.
19/10/03
son proprio le mie


Queste son quelle che son sempre con me in questo periodo.

Ognuna mi ricorda un'amore, una donna, un viaggio, un luogo, un lungo racconto che deve ancora esser finito di scrivere.

Le mie delusioni, i sogni e le pagine bianche scritte solo in testa, incapace come sono di vergarle a penna.
18/10/03
in un luogo ben preciso, un'ultima notte di qualche tempo fa

Le dee sono affascinanti ma bruciano anche troppo. Non lasciano molto dietro di s?.
Solo che pi? le guardi e pi? ti piace e ti assale il pensiero di loro.
E non serviranno a niente i consigli degli amici. Tu andrai dritto per la tua strada sicuro come mai. Sicuro anche che ti farai male, ma non ti importa.
In quel momento non vedi nulla e non senti prece. Se non il fuoco nelle vene e se sei fortunato hai avuto l'ultimo barlume di sapienza per non portare gi? con te anche qualcun'altro che si sarebbe fatto pi? male di te.
Eppure... sei sempre pronto a dare una seconda possibilit?. Gi? sai come finir? ma non ti importa in fondo ? questo il ruolo che ti sei scelto nella vita.
Fai il corridore, corri da cos? tanto tempo che non sai pi? guardare le cose essenziali e allora le Dee ti attirano, come il miele le api.

A me piace l'eucalipto e a te?
Io preferisco l'acacia.
[omissis]
04/10/03

Credo che la dote di uno scrittore o di chi vuol esser tale, debba essere principalmente la memoria. Poi viene l'osservazione. Mi dolgo di non avere troppa memoria per carpirne dentro di me tutti gli input che mi si presentano attorno.
Avessi la velocit? di memorizzare tutte le discussioni potrei aver di che scrivere per decenni di queste cene marinare. E invece... mi sfugge il particolare e mi tornano alla mente solo spezzoni dei discorsi. Pezzi non coincidenti di un puzzle enorme di vita e vite incrociate. Riesco solo a percepire l'unit? nel suo insieme di emozioni e vicende. Un detto, uno scorcio di passato, episodi della memoria che non sono miei ma lo diventano nel racconto di se stessi che ascolto.
E allora devo chiedere gentilmente di ripetere ai miei ospiti. Mi vien da sperare che pi? in l? negli anni riuscir?, come loro, a riesumare quell'interezza che adesso ? frammentata, come miei ricordi personali. Pezzi della mia vita da poter finalmente narrare.

Agguant' na maija
Non andare oltre

Ni' mi i' di prua
Non mi passare avanti
11/09/03

Parigi

Non ho voglia di scrivere, vorrei starmene sotto il mio albero a Parigi a guardare la gente che passa. Sono stanco, non avrei nemmeno voglia di chiedermi cosa pensano mentre vanno per la loro strada con la baguette sotto braccio.
Solo guardare, per un p? solo quello. Nessun sentire, se non il mio silenzio che si fa consapevolezza.

Partire. Arrivare qui e non andar pi? via. Non tornare MAI PIU' indietro qui.

Mi manca la mia Parigi di settembre.
Luogo di amari ridordi, lunghe promenade uggiose senza meta, un romantico impossibile amore, due carnose labbra amiche mai pi? baciate, olio e tela da far svenire, sorrisi appagati, Neil Young la mia chitarra e Montmatre.

Partire. Arrivare qui e non andar pi? via. Non tornare mai pi? qui.
Questo io vorrei ora.
09/08/03
Il Mercato della Felicità, si trova sempre dietro l'angolo, di solito spunta fuori quando ti serve. Un momento prima non c'era e poi puff Donna Malinconia te lo tira fuori che è solo quello che ti è rimasto di fare nelle giornate un pò così.
E' sempre un vicoletto lungo e tortuoso, ovunque appaia ha sempre gli stessi prodotti e avventori. Ci ritrovi i ricordi belli, solo quelli, chè ai brutti è vietato l'accesso.
Di solito io ci vado a trovare quel che mi serve.
Gli articoli che preferisco sono gli amori di plastica quelli che di abbracci non si stancano mai e di baci ti straziano. Se son di marca per un pò la Malinconia ti passa, ma se non stai attento, dopo te ne viene una ancora peggiore.
Ci sono poi anche i Signori dal naso rosso che son soliti offrirti come mercanzie i loro pregiati boccali. Son intrugli strani che ti seccano la gola e bruciano l'anima quando li mandi già. Anche per loro ci son controindicazioni se ne abusi troppo. Di solito ti ritrovi la mattina dopo che non ti ricordi come hai passato la notte. E se proprio ti è andata bene al massimo ti accorgi di stringere nel pugno sottobicchieri acartocciati con poesie scritte fitto fitto tutt'intorno.

Il Mercato della Felicità dura poco, il tempo di farti del male e illuderti di star meglio. Non ha età, è ben tenuto - anche troppo - non ti chiedono soldi ma il più delle volte vai via più povero di prima, tutti ti sorridono ammiccanti nei loro splenditi abiti di scena.
Al Mercato della Felicità ogni tanto ci passo un pò di tempo, spesso non vorrei mai più doverci tornare.
Al Mercato della Felicità non trovi l'Amore, ma se ti sta bene accontentarti di qualche suo surrogato sei nel posto giusto.

Preferisco un pò di sofferenza e la compagnia di Donna Malinconia per qualche bella passeggiata.
Preferisco provare ad Amare anche se fa male.
Preferisco donare invece che ricevere doni, se poi si è un dono l'un per l'altro ancora meglio, ma non è facile trovarne di questi tempi.

Son quel' degl'abbracci io.. chi mi abbraccia?

05/08/03
Finito il mio terzo moleskine questo weekend ne ho presi altri due. Sono a quadretti per? perch? non mi son preoccupato di veder dove avevano le righe..


Rieccoci qui vecchio mio! hai cambiato look ma sei sempre lo stesso, solo un p? pi? squadrato.
Forse non ? nemmeno un male infondo che dopo tanti “pensieri sparsi” magari ora ho bisogno di qualcosa di pi? fisso.
Doppia spaziatura per aggiunte.
Righe per perfezionisti.
Tracciati ben solcati per una Vita pi? regolare.
Vendonsi pensieri Madame et Monsieur
05/07/03
Pare che i Moleskine facciano parte della mia vita da qualche anno a questa parte.
E' bello per? riceverne uno con gi? qualche pagina scritta. Toglie al taccuino quella sensazione di essere “isolato” solo per te che ci scrivi, mentre invece il pi? delle volte, scrivendo della propria vita si finisce sempre per indirizzare i pensieri scritti a qualcuno. Almeno a me capita cos?.
E allora quando te ne regalano uno gi? iniziato ? bello, perch? ti toglie un p? quel senso di solitudine che a volte ti viene a trovare la notte mentre verghi i tuoi pensieri.

Grazie!!
13/06/03

E ti senti pungere la schiena.
E ci fai caso 1-2-3 volte.
E pensi sar? uno spillo.
Macch? spillo ? la tua fidata penna, la nostra, che buca lo zainetto e scrive frasi illeggilbili sul retro della maglietta. Inchiostro, ecco cos'era quella macchia l'altra notte! Altro che seduto su qualcosa!
Ma che dovevi scrivere vecchia mia?
Che c'avevi nell'anima che non potevo tirartelo fuori io su questo taccuino pieno di pensieri?
E perch? proprio l'altra sera? Tra versi carichi di poesia e rabbia?
Un giorno magari mi permetterai di fartelo scrivere. Per il momento ti metto un p? in meritato riposo.
Meno male che ne ho sempre due con me.
03/05/03

Fra un p? si cambia, ancora qualche ora e poi navigher? fra le parole rilegate.
Devo leggermi Borges di certo ci trovo qualche risposta.
Fra un p? si cambia e il passato ha deciso da qualche giorno di venirmi a salutare tutte le mattine in sogno.
Non capisco ancora cosa mi voglia dire.
Stavolta Donna Malinconia ha sembianze di una bambola snellita che procede per la sua strada apparentemente accompagnata da qualcun'altro.
Non mi parla pi? ma ? sempre presente, quasi volesse tenermi nella mia mente, sempre “on the edge”.
Bisogna costruirsi la propria strada.
Ci sto provando ma non ? facile.
Qualche passo l'ho fatto, ma non ? piacevole non poterlo condividere con una met? a me congegnale.

Con un colpo secco faccio uscire dall'involucro un'altra cartina e preparo il tabacco. Stendo per bene la filigrana, accomodo il tabacco nel palmo. Non troppo. Prendo il tutto: 2 giri, rullo e chiudo stando attento a lasciare spazio per l'aria. Ecco fatto. Una Minerva umbertina. Colpo e pressione secca e lo zolfo diventa fuoco. Inclino e lascio bruciare. Avvicino l'artefatto e tiro, con lo stesso respiro soffio e spengo.

Voci lontane... fatevi sotto sogni, stanotte sar? lotta aperta e vediamo chi si sveglia di scatto sudato stavolta.
Se io o voi...
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