29/11/05
Non ricordo più quante volte ho cambiato faccia a questo blog, credo una volta all'anno almeno se non di più! Facciamo che siamo a 5.0 con il prossimo. Credo sia ora mi ha un po' stufato questo template!
Come vi piacerebbe a voi?
24/11/05
Pedere tempo significa non raggiungere l'obiettivo che ti sei dato.
Quando ti affanni dietro qualcosa e non ne vieni a capo è perdere tempo.
Perdere tempo è non afferrare le occasioni quando le hai a portata di mano, per poi in seguito pentirtene.
Perdere tempo è inseguire un'amore impossibile, oppure inseguirlo troppo. Prendere una mano nell'altra e aspettare che germogli un fiore.
Perdere tempo è star qui a pensare cos'è perdere tempo e una volta scoperto non essere in grado di farne tesoro.
Perdere tempo è amare senza essere amati.
Perdere tempo è non sapere amare.
Io non so.
15/11/05
Il blog del Festival inizia ad animarsi di
Scritture (in)visibili
14/11/05
Tra qualche giorno sarò con i miei amici
Raminghi al
Festival delle Letterature qui a Pescara. Che strana cosa starmene qui nel letto a rivedere tutto il testo della performance, a limare dove si può, togliere aggiungere riscrivere pezzi interi! Tutto per un'oretta di salto nel vuoto. Sì perché come al solito sarà un salto nel vuoto stare davanti al pubblico a leggere e recitare i nostri pastrocchi letterari. La verità è che a noi non interessa molto quello che vien fuori, ma solo divertirci insieme ai nostri amici che ci seguono un po' ovunque. E forse è perché il nostro atteggiamento è trasparente che alla in qualche modo piacciamo a chi assiste ai nostri spettacoli. In qualche modo, nel bene o nel male, li rendiamo partecipi e questo innesta un pensiero ricorrente: se lo fanno loro perché non farlo anche io? In fondo noi non ce la tiriamo come altri gruppi o individui che sembrano stiano facendo chissà cosa sul palco. Siamo gente normale e questo credo colpisca. Ne è una riprova la fanzine, ogni volta che esce un numero nuovo c'è qualche contributo esterno, questo vuol dire che funziona. Almeno per come la vedo io!
Beh se non avete di meglio da fare
venerdì 18 alle 22.00 perché non portate i vostri stivali bucati al
Museo Colonna? Serata western offerta dai Raminghi, la faremo pagare a chi ha ucciso la poesia!
Munitevi di pistole e cappelli ovviamente!
07/11/05
In effetti è vero, ultimamente qui si posta poco. Di voglia ce ne sarebbe, il fatto è che il tempo non è congeniale e le idee di questi tempi tendo a tenermele in testa piuttosto che tirarle fuori come al mio solito.
Sarà che forse ho bisogno di sedimentare qualcosa di più grande in questo momento della mia vita, sarà che vorrei andarmene di casa una volta per tutte per respirare finalmente un po' d'aria che sia solo mia e non di altre 4 persone in crisi da ossigeno. Sarà.
E intanto continuo a vivere nel mio mondo delle idee.
Le piccole gioie della vita sono guardarsi Dune nel letto con una cofana di popcorn affianco con un occhio aperto e l'altro no!
16/10/05
C'è una nuova ragazza a
Parigi
16/10/05
La prima goccia
e tutto si frantuma.
La seconda
e la tua pelle brucia.
Le altre non importano.
Non ho riparo sotto questo cielo
eppure mi sento sereno.
Cammino per le strade
tra foglie a guisa di tappeto.
Le altre non importano.
12/10/05
L'altra domenica ho fatto un giro nel centro storico a ridosso della nostra cattedrale per la festa del patrono. C'era di tutto tra le bancarelle variopinte, un vecchio gioco per bimbi, qualche cartolina d'altri tempi, tanta polvere e gente ammassata in cerca di chissà quale rarità. Poi svolti l'angolo e dietro il palco ottagonale stile festa di paese, che è identico a come te lo ricordavi, quando a sei anni ci salivi sopra per giocare a buttarsi giù in qualche immaginario scenario che ora non mi sovviene, ritrovi lui: il piccolo teatrino delle marionette che hai frequentato avidamente ancor prima dei sei anni tutti i santissimi pomeriggi estivi della tua infanzia.
Nulla sembrava cambiato. Sotto il palco un tappeto di bambini tutti con il nasino allinsù e in mezzo a loro anche io! E' stato davvero bello, peccato non aver preso anche lo zucchero filato, ma ci saranno altre occasioni.
05/10/05
Seduto in un caffè parigino il Signor M. rifletteva sulla valenza delle frasi da dire, già dette. Sul da farsi ci avrebbe pensato in seguito. Dagli schiamazzi notturni di rue Charleroi si intuiva che erano passate le dodici di sera e mentre la ragazza era assorta nei suoi pensieri, lui non poteva che continuare a pensare a quella frase. Come era potuta uscire dalla sua bocca? Eppure era successo e si rammaricava di non aver saputo trattenerla, ma soprattutto gli doleva il fatto di non poterla svelare di nuovo. Forse fra qualche tempo, quando la pioggia autunnale avesse lavato qualche indugio si sarebbe deciso a parlare. Ma non ne era sicuro. Forse la ragazza avrebbe chiesto ancora, con più insistenza, ma lui sarebbe stato più forte.
Forse avrebbero continuato a giocare a non guardarsi ancora per molto. Almeno finché non si sarebbe fatto sfuggire di nuovo quelle due parole. Non a cuor leggero.
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