14/08/05
Forse tutto questo sarebbe più dolce
se avessi anch'io una via a mio nome

Forse,
forse,
forse,
forse tutto questo avrebbe un senso

Se avessi la mia via... chessò
anche in salita come Ferlinghetti

Forse
e solo forse,
e ribadisco forse,
forse tutto questo sarebbe ripagato

Non sempre tuttavia questo accade in vita
Se avessi anch'io una via a mio nome
forse significherebbe non esistere più

Forse e solo forse,
la mia morte darebbe a tutto questo un senso

Forse, e non ne sono più così sicuro,
tutto questo scrivere
alla fine
sarebbe stato ripagato
26/07/05
"La parola è polvere", disse lo sciamano. E lo disse senza rimpianto, senza nessun tipo di rabbia repressa.
"La parola è polvere", ripeteva come un mantra. E non c'era nulla da fare se non ascoltare questa sua litania ancestrale.
"La parola è polvere", intonava ancora. E in questo deserto dell'anima, quando tutto ti sembra sfaldato sotto la pressione di qualcosa di più grande, anche le parole non riescono a aiutarti. Si frantumano in microscopici infinintesimali granelli ad ogni soffio di vento.
"La parola è polvere", che cosa vorrà dire? Forse per questo abbiamo inventato la scrittura, perché la parola da sola non ci sarebbe bastata. Non sarebbero bastate tutte le vite dei uomini ed altre ancora per tramandare la caducità della parola.
"La parola è polvere", ripeteva dondolandosi al ritmo del vento e dalla sua bocca quasi potevi leggere quelle parole che appena proferite si disegnavano in mille frammenti nell'aria. Una costellazione dorata di pulviscolo significante. La parola è polvere e lo era davvero.
In quel momento capii e cominciai a memorizzare tutto quello che mi circondava, ogni sensazione, ogni alito di aria calda che spazzava le ultime sillabe mantriche, sul manto appena increspato di questo mare ormai secco. La parola è polvere, ripetevo dentro di me e iniziavo a scrivere questo concetto basilare sulla sabbia, in ginocchio con la polvere che mi si infiltrava sotto dentro ovunque tra i vestiti.
"La parola è polvere", ripetevo a ritmo con lo sciamano e così non la dobbiamo perdere. Bisogna in qualche modo fermare l'attimo prima che la disintegri.
Ma non c'era nulla da fare, per quando mi affannassi a scrivere il più velocemente possibile, ad ogni mia incertezza seguiva un colpo di vento a cancellare tutto. Non si può nulla contro questa maledizione! Perché tanto affannarsi allora?
"La parola è polvere", disse lo sciamano. E lo disse senza rimpianto, senza nessun tipo di rabbia repressa.
"La parola è polvere", gli feci eco.
25/07/05
Sto lavorando per i miei Raminghi
Presto arrivano anche loro pazientate un po'!
02/07/05
La tranquillità del pomeriggio estivo è disarmante. Fino alle 18.00 non sembrano esserci apparenti entità compratrici in libreria. Dopo le 18.15 i primi esemplari iniziano a fare le prime timide richieste accettabili; questo ovviamente sempre che il condizionatore stia funzionando a dovere, altrimenti la metà scappa via e quella che resta impavida del sudore inizia a delirare. Alle 19.15 iniziano le richieste assurde, preparano la strada ai rompiscatole delle 19.55. Ovvero quelli che entrano anche se gli stai schiantando la serranda sulla testa.

Ho caldo, il condizionatore distrugge l'ozono ma non fa il suo dovere, così rimango a delirare in questi 250 mq di carta rilegata!
28/06/05
PANNELLO I e II

Quel giorno il Duca Sisifo aveva un diavolo per capello. Non riusciva proprio a capire perchè il suo cavallo cambiasse così spesso colore e forma. La questione lo innervosiva non poco. Così preso per il morso il suo fido cavallo Arthur decise di portarlo dall'unica persona che avrebbe potuto risolvere questo enigma.

PANNELLO III

In cima alla collina più alta del gran regno del Duca, viveva in semi solitudine un giovane giullare. I tratti del suo volto erano solo abbozzati ma gli conferivano un aspetto inquieto a metà tra il folle e il saggio. In molti si rivolgevano a lui per diverse questioni. Il Duca non fu da meno.
La risposta che ricevette fu: Datemi la poesia...

PANNELLO IV

Datemi la poesia
Aleggia ancora il tuo verbo
Da me mi distolgo
Con un ghigno malefico dipingo
L'aria dei miei pensieri si fa
Musica dalle trombe
Si dissolve nel fumo della mia pipa
Datemi la poesia...

PANNELLO V

Il Duca capì. Tornato al castello fece costruire uno scranno per il suo Arthur che da quel giorno sedette sempre accando a lui nella sala del trono. Insieme passarono ore felici fumando del buon tabacco da pipa, mentre discutevano del filo d'erba che si stava insinuando fra il cotto del pavimento reale.

PANNELLO VI

Il filo d'erba crebbe. Alzò una due poi tre e quattro mattonelle e poi un giorno si rivelò per quello che era. Il ciuffo verde di un gigante uccello variopinto, che dopo aver salutato i due amici con un grazioso inchino, volò via.
16/06/05
Il sonno non riesce a dare tregua alla voglia di restare svegli, eppure qualcosa mi dice che non addormentarmi è la scelta giusta. Cosa ci faccio qui? Su questo divano in attesa di un bacio e di un caldo affetto. Nell'ordine di idee dei miei ospiti il titolo deve essere letto alla fine. Un vecchio grammofono si mangia versi e parole di un sermone domenicano, non si capisce molto di quello che gracchia ma il suo fruscio è dolce. Non c'è abbastanza amore sulla terra e allora come salvarsi? Nessuno conosce la risposta e la situazione potrebbe precipitare da un momento all'altro. Verrebbe voglia di scappare in qualche isola pacifica se non ci fossero tzunami in agguato. Questo mondo va alla malora e io con lui. Un silezioso dolore è meglio di un caldo abbraccio.
28/05/05
Lo strano torpore successivo a una serata fra amici è suscettibile di pensieri esponenziali.
Quando non dormi molto per notte, il corpo si fa pesante e allora i pensieri sentendo allentare la presa della carne si fanno più coraggiosi. E' in momenti come questi che tutto intorno sembra diverso, quasi un giocattolo rotto sotto le pinze dei Giocattolaio supremo, sempre intento a rimediare al suo più grande errore. Sì perché tutto questo potrebbe essere un grande grottesco errore. Solo il divertimento estremo per qualcuno che, relegato all'Eternità, annoiato a Morte - senza per questo poterla raggiungere - fagocita vite altrui da lui create sulle nostre teste di burattini.

Midonz Clare passa senza induggio. Da un ciuffo ramato sparge la sua fiamma. Sospesa nell'aria appena poco sopra di lei, la sua anima galleggia lieve: non tiene il passo. E' timida e non si direbbe, ci vuole tempo per conquistarla, ma non c'è fretta. Ho per me tutta l'Eternità.

In una Parigi devastata dell'anima si aggira il ricordo di un cielo azzurro che significa di nuovo un estremo saluto
24/05/05
Scoperto Kerouac inedito, un'opera teatrale della Beat Generation

WASHINGTON, 23 MAGGIO 2005 - E' stata trovata in un magazzino del New Jersey per caso: l'opera teatrale inedita di Jack Kerouac, intitolata 'Beat Generation', sarà parzialmente pubblicata a giugno dalla rivista americana 'Best Life'.

'Beat Generation' è del 1957, contemporanea cioé al capolavoro dello scrittore, 'On The Road', ed è stata ritrovata per caso dall'agente di Kerouac, Sterling Lord, frugando tra vecchie carte abbandonate.

L'opera teatrale racconta una giornata piena di alcool e di droghe varie trascorsa da un alter ego dello stesso Kerouac, Jack Duluoz, in compagnia di altre leggende della beat generation come Allen Ginsberg e Neal Cassidy.
12/05/05
Descriverlo non è facile perché è l'elemento del gruppo meno presente in assoluto, finora l'abbiamo visto solo due volte, ma è la nostra speranza. E' sempre nei nostri pensieri, specialmente nei miei, perché divrebbe essere almeno nell'intento il mio partner di scrittura e nemesi sul palco. Di lui si può dire che arde e non lo sa, è un BMW Diesel costipato perché è una Formula 1 e non gli permettono di venir fuori. Lui questo non lo sa, che ha tanto da metter fuori perché non ci crede nemmeno lui, ma me lo sto lavorando!
«Stai scrivendo?»
«No, mi è andata via la musa ispiratrice. La tipa della palestra a cui ho mandato fiori per mesi ieri sera ha capitolato e così m'ha tolto tutta l'ispirazione.»
«Va a finire sempre così, quando raggiungi lo scopo t'è passata la voglia o ti passa l'ispirazione. Dobbiamo cercare subito un'altra donna!»
E ci abbiamo riso sopra.
12/05/05
Non che non ci siano cose da dire, da fare, da pensare in questi momenti. Tutto è pervaso di un ovattato rumore di fondo che riesci a chiamare melodia. Così la mente che fino a poco tempo fa pensava alla Morte, adesso trova un po' di riposo e si ferma a pensare non pensieri per me ma per se. Forse sta parlando un'altra lingua con qualche altra mente a se affine, non lo so saprò mai. Questo è il suo momento e così la lascio in pace. Solo il disturbo di dettarmi queste poche righe, così la paura va via.

Qual è la mia arte? Circondato da talenti, mi sento un po' inutile. Mi ristoro tuttavia quando i miei versi in qualche modo colpiscono la loro attenzione e immaginazione. Più che bardo/poeta/scrittore mi piacerebbe essere musa con le mie parole, non scritte per altri se non per me. Creare un cenacolo, una Corrente, un Movimento! Raminghi. Un sogno.
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