24/04/06
Ancora un po' è arriva la notte, quella vera che ti porta via come un seme germinale di ipnotico sognante visionario in questa fantasmagorica città che non arriva mai alla fine delle sue budella, tutta sventrata così come se ne sta da quattro anni o forse più, non ricordo e va bene così perché non è per merito o colpa mia che la sabbia intestinale del sacro terreno patrio se ne sta a ribbollire sotto la pioggia torrenziale e il sole africano di questo meteo ambulante che non sa più cosa è nel profondo. Che si fottano questi bastardi degli Osservatori occulti, ho con me la mia arma migliore quella che nessuno è mai riuscito a scoprire e a battere perché non c'è modo, non c'è via di uscita quando si mette in moto e allora non ci sono sermoni che tengano, nemmeno i sermoni sulla bocca del Reverendissimo Reverendo possono batterla, neanche tu che te ne stai lì silente a scrutare dal tuo alto bastione verrai risparmiato al suo cospetto e non ci saranno rane sul tuo tappeto ad attutire il tuo fragoroso e inevitabile tonfo sulla Terra immacolata dilaniata del tuo tempo immobile sul tetto del tuo povero santissimo mondo sacrificato ai più e vietato ai molti. C'è del tenero nei tuoi pensieri! Riesci ancora a percepire quando nel tempo lontano dei tuoi prati verdi Ragazza Cannella si manifestò al tuo cospetto sotto la prolifica ombra degli alberi figli di Vento e Villa quando ancora non sapevano cosa fosse l'assenza di amore nelle loro radici e fondamenta? Riconosci ancora quanto del tuo becero egoismo ha fatto da parete e fertilizzante per la scalata al contrario del monte del desio, quando anche la più piccola delle aspettative era più di quanto ognuno di noi potesse sperare di avere davanti al ventre ormai prossimo a esplodere della Città? Quando capirai ciò che hai contribuito a costruire rimmarai a rammaricarti sotto le macerie della tua colpa e non ci saranno aspettative salvifiche, sarai soltanto battuto quando potevi essere beato insieme alla Santissima santità dell'Eterno Splendente Re dell'arma. Se non lo capisci da solo nessuno potrà mai spiegartelo perché senza accorgertene sei perito sotto i colpi della mia arma. Sarai mai Santo?
18/04/06
Il tipico vociare della folla ha il sapore di un cibo mangiato e rimangiato, eppure in questo chiasso l'attrattiva è possente. E' un loud che non riesce tuttavia a scalfire la musica incessante nelle mie orecchie. Un mondo troppo contemporaneo persino a me stesso mi avvolge il sentire. E' come se tutte queste vite fossero inghiottite da storie che solo nel passato possono essere state scritte e allora non c'è più nulla da raccontare.
Assenza!

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15/03/06
05/03/06
Nella penombra del meriggio il nero sole arriva senza preavviso. E non ci sono storie al suo seguito, soltanto ricordi di un vecchio passato.
Al bancone il barman serve l'ennesima birra all'avventore di turno, sembra avere fretta di andar via, la sua aeromobile fluttua affiancata alla staccionata esterna al locale, come un antiquato polveroso cavallo da far west. Sulla fiancata una serpentina dorata sfrigola sotto il calore muto dei neon intermittenti.
- Sai cosa si potrebbe farne di te?, accennò il barman.
- Cosa?
- Darci un taglio!
28/02/06
Quando questa storia verrà riscritta, pensò il Signor M, molte cose andranno cambiate. Eppure non poteva che pensare con dolcezza a quei momenti passati insieme alla ragazza. Non l'avrebbe più acarezzata.
Tutto quel silenzio l'aveva reso cieco: non riusciva più a distinguere tra il dolore e la leggerezza. Quale tra i due è leggero e chi invece soffre?, si chiedeva in cima a un alto faro rosso.
Era tornato a parlare con il mare dopo tanto tempo. Gli aveva portato in dono i suoi dubbi e aveva ricevuto in cambio altre domande più ardite. Si sentiva leggero e addolorato.
Forse più tardi avrebbe trovato parole nuove per riscrivere la storia.
27/02/06
Sparato tra gli astri in pallone
rigonfio di musica
solo al richiamo più lontano
voglio la notte
e la voglio senza luna..

Ma niente canzoni d'amor
mai più mi prendano il cuor
la notte è passata e le nuvole
gonfiano schiuma di Baltico e cenere
e cenere avrò...
19/02/06
La rincorsa della vita, rincorrere la vita. Strano concetto, ci pensavo stanotte mentre mi trovavo fermo appoggiato a una macchina in apparente ascolto delle persone che mi stavano attorno. Unico problema? Mi sono chiesto per ben 3 volte cosa ci facessi in mezzo a gente che di fatto non conosco se non superficialmente.

"E' sabato, stasera esco, non ho voglia di starmene a casa".
Il cellulare squilla.
"Noi si va qui e poi qui, tu che fai vieni?"
"Ok vengo", click.

In un locale nero pece con protesi rosso fetish, una miriade di corpi si denudano a ritmo di musica mentre la strobo fa una T.A.C. al mio lobo destro ogni volta che sflescia, roba che manco un povero epilettico. Sotto quella luce anche se non balli dai l'impressione di essere in movimento. Preso per buono il mio alibi mi appoggio a un tavolino incastrato a mezz'aria nel muro per scrutare meglio tutto questo mondo a me alieno ma non per questo meno affascinante.
Mi sono venute in mente almeno 3 storie guardando tutta quella comune umanità dimenarsi.

Per un'attimo mi fermo e mi accorgo che tra tutti i pensieri che mi passano per la testa ce n'è uno che rimane sempre vigile in sottofondo. Lo devo accettare così com'è con tutta la sua tristezza malinconica e dolorosa, ma non posso evitarlo se non altro perché mi sta ballando proprio davanti.
Forse dovrei rincorrere la vita in un'altra direzione. Sarebbe meno doloroso, penso.
Eppure non riesco a staccare gli occhi di dosso dalla mia bimba malinconia.
11/02/06
ho tra le mani l'ultimo dei Belle&Sebastian...
10/02/06
Attraverso la condensa del mattino non si intravede nulla di buono se non la certezza dell'ennesimo percorso gelido tra casa e la libreria. E' arrivato l'inverno, mi dico, ma non è vero manca ancora quasi un mese. E' arrivato solo il gelo.
Non ho voglia di alzarmi dal letto. Stanotte l'ho di nuovo sognata. Se potessi rimarrei arrotolato dentro le mie tre coperte di lana; con la testa appoggiata alla mia pila di libri e carta e musica ancora qualche ora a godermi questo tepore. Non posso. Ho da pulire il pavimento prima di aprire. Ho da sistemare tutti i libri messi fuori posto il giorno prima. Ho da farmi più di un chilometro a piedi, se piove o nevica. Ho da farmi un chilometro in bici se ce la si fa.

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04/02/06
E' incredibile come uno aspetti le ferie per buona parte dell'anno e poi quando arrivano non si sa cosa fare!
Questa settimana, ormai quasi passata, sono stato in ferie e siccome ci vado a periodi non regolari, ci arrivo sempre così "sfasciato" fisicamente e ai limiti dell'esaurimento nervoso che mi riduco a passare quei pochi giorni che ho, quasi interamente a dormire. Sarei dovuto partire per un paio di giorni ma mi son saltati un po' i piani, ma va bene lo stesso ho cercato di recuperare andando a spasso il pomeriggio per una città - la mia - che non ricordavo così come l'ho vista in questi giorni.

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